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19.04.2017 08:29 Età: 9 days
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Immigrazione - Decaro: “Con accordo Anci-Viminale già in vigore, casi Cona e Bagnoli si sarebbero potuti evitare”

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“A Cona, un Comune di tremila abitanti, i migranti ospitati sarebbero stati nove, non mille. Se l’accordo Anci-Viminale fosse stato già siglato, l’integrazione di nove migranti sarebbe stata più che sostenibile”. E’ l’esempio portato dal sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, per spiegare il funzionamento dell’accordo tra Anci e Viminale per la distribuzione equa e l’integrazione dei migranti sul territorio nazionale.

Intervistato dal Tgcom24, Decaro ha ribadito che sull’accoglienza “i Comuni stanno cercando di dare una mano al governo: i sindaci ci mettono la faccia e cercano di favorire l’equa distribuzione del flusso, perché fino a oggi il sistema di prima accoglienza gestito dalle prefetture ha creato molti problemi. Proprio a partire dall’utilizzo delle caserme a Bagnoli e Cona, dove sono stati assegnati mille migranti – ha spiegato Decaro - all’interno di comunità formate da tremila abitanti in tutto. Si è creato così un problema sia per i migranti accolti, mettendo insieme persone provenienti da mondi diversi, sia per i residenti, con un impatto sociale molto alto nelle comunità, che in casi come questi può sfociare in fenomeni di intolleranza”.

Con il piano di distribuzione scaturito dall’accordo tra Anci e Viminale, “i Comuni non sono obbligati ad adottare il sistema Sprar per l’accoglienza – ha spiegato ancora Decaro – ma se lo fanno hanno anche la possibilità di far valere una clausola sociale di salvaguardia, per cui possono chiedere che non vengano destinati ai propri territori ulteriori migranti rispetto a quelli stabiliti dall’accordo, che prevede una proporzione di circa tre persone accolte ogni mille abitanti”.

Commentando il decreto Minniti, infine, Decaro si è concentrato soprattutto sulla “riduzione dei tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno. Fino a oggi potevano passare anche tre anni, mentre da adesso e grazie alla specializzazione del personale delle commissioni territoriali si scenderà a cinque o sei mesi. Si riducono anche i tempi per i ricorsi, in modo che nel giro di un anno in tutto il migrante che fa richiesta potrà sapere con certezza se ha diritto o meno al rilascio del permesso di soggiorno o del permesso umanitario”. (mv)