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24.04.2017 07:40 Età: 62 days
Categoria: In primo piano

VILLA SANTINA, LAUCO E RAVEO UN PROGETTO DI FUSIONE CHE SIGNIFICA SVILUPPO

IL MESSAGGERO VENETO


In autunno le popolazioni di Villa Santina, Lauco e Raveo saranno chiamate a decidere - attraverso un referendum - la fusione dei rispettivi comuni.

Il dibattito è in atto e il momento quindi è propizio per esprimere anche pubblicamente delle opinioni e delle idee in merito. In questi giorni i sindaci dei tre comuni hanno incontrato i loro cittadini per informarli sui passaggi previsti dalle norme regionali al fine di addivenire alla fusione e sui benefici che ne dovrebbero derivare. Sono stati dimostrati i vantaggi di natura economica conseguenti a una semplificazione amministrativa derivati da un numero minore di sindaci, assessori e consiglieri; la Regione poi, a fusione avvenuta, trasferirà al nuovo Comune poco meno di un milione di euro in cinque anni per progetti di sviluppo.

La proposta dei sindaci è ben chiara anche per lo sviluppo economico avendo individuato le vocazioni preminenti dei territori e una complementarietà fra le diverse economie ovvero: agricoltura e turismo a Lauco; produzioni artigianali e agricole tipiche a Raveo; industria e commercio a Villa Santina. Lo strumento urbanistico che il nuovo Comune adotterà, dovrà recepire queste scelte perché soltanto in questo modo si potranno attuare progetti mirati nei diversi settori concentrando opportunamente le risorse disponibili con il fine di valorizzare e rafforzare ulteriormente l’economia complessiva. Lo strumento urbanistico quindi rappresenterà anche un vincolo per tutti gli investimenti pubblici sul territorio conformemente alle vocazioni da rafforzare e sviluppare. Ne dovrebbe derivare che per ogni area si definiranno e attueranno dei progetti coerenti con le rispettive vocazioni. Questo significherà amministrare in un modo che supererà la visione e l’interesse del singolo “campanile” a favore di una gestione nuova, con un’ottica di area più vasta e in una condizione semplificata ma contemporaneamente più complessa dove sarà possibile anche misurare l’efficacia delle scelte effettuate.

Il processo per arrivare ai progetti di sviluppo e di rafforzamento dovrà seguire una logica metodologica comune per tutte le vocazioni e quindi penso che oltre al coinvolgimento degli operatori, delle categorie, dei cittadine, delle associazioni e di tutti i portatori di interesse, per il progetto sullo sviluppo del turismo vada coinvolta PromoTurismo, per il progetto dello sviluppo dell’agricoltura l’Ersa, per quanto concerne l’industria e l’artigianato Carnia Industrial Park, e così via. Ma credo si debbano prevedere anche dei progetti orientati al mantenimento e al potenziamento dei servizi per la popolazione - specialmente per quanto riguarda quella anziana- dando magari un ruolo specifico agli operatori del piccolo commercio che ancora resistono e la realizzazione di politiche di ripopolamento del territorio con incentivi alle nuove famiglie che scelgono, per esempio, di venire a vivere a Lauco che diventerà la “periferia” del nuovo Comune di Villa Lauco Raveo.

Fin qui ci siamo raccontati una bella storia ma come il nostro sogno può diventare realtà? Certamente non con le dotazioni finanziarie delle quali abbiamo parlato all’inizio. Ci vuole qualche cosa di più forte se vogliamo che i progetti si realizzino. Pertanto è fondamentale passare da un’idea di progetto di fusione amministrativa tecnicamente “facile” da realizzare a un progetto vero di sviluppo attraverso un percorso sostenuto da una legge regionale speciale che sulla base di un piano poliennale metta a disposizione di Villa Lauco Raveo le risorse necessarie.

Potrebbe essere un primo vero e serio progetto sperimentale su un’area ristretta dove poter misurare i risultati ottenuti con degli indicatori legati agli obiettivi attesi in termini di numero dei residenti, livelli di reddito, benessere complessivo, occupazione, vivibilità, attrattività dei luoghi e del paesaggio, presenze di turisti sul territorio e altro ancora. Gli attuali nostri tre sindaci dovranno pertanto già da ora dimostrare le loro capacità di interloquire con tutti i livelli istituzionali e ottenere gli impegni politici necessari a realizzare un vero e originale progetto di sviluppo di un territorio montano sempre più depresso e con nuovi confini amministrativi.

La sfida dovrà essere raccolta anche dalle figure di supporto - Università di Udine e compa Fvg - che stanno assistendo le tre amministrazioni nell’attuazione dell’interessante progetto.

Giacomo Beorchia