I sindaci rappresentanti istituzionali più considerati e responsabilizzati dai cittadini, il presidente Decaro: “natura, economia, persone: ripartire dalle città”

I cittadini ritengono il sindaco il più importante responsabile dello sviluppo territoriale. È la figura istituzionale dalla quale si sentono più rappresentati. Una metà di loro si dice disposta ad accettare che il sindaco aggiri la burocrazia per il bene della comunità. In maggioranza gli affiderebbero più poteri. E con essi una responsabilità nel dare risposte alla grande preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico e perché la città sia più vivibile. 

Chiedono allo Stato di sostenere con più risorse i Comuni. E si riconoscono nel Comune di residenza come principale elemento identitario, più che in associazioni politiche, religiose o sindacali. Una comunità in cui contribuire allo scopo comune e all’aiuto reciproco, non un recinto in cui rinchiudersi per difendere i propri valori. Sono questi alcuni dei risultati dell’indagine condotta da Swg e commissionata dall’Anci, associazione nazionale dei Comuni italiani, per misurare il rapporto tra cittadini e amministratori locali. Un rapporto che si conferma saldo ma che assegna agli amministratori locali una grande responsabilità, una sfida da raccogliere.È questo il senso dei lavori di “Cittàpuntozero. Immagina il domani, governa l'oggi”, la 34esima assemblea nazionale dell’Anci che si svolgerà dall’11 al 13 ottobre alla Fiera di Vicenza. “Con ‘Cittàpuntozero’ l’associazione dei Comuni evoca un cambiamento – spiega il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro -. Un cambiamento in cui è la città la variabile di moltiplicazione per guardare al futuro con la consapevolezza di chi è chiamato ad amministrare oggi ma non si sottrae alla sfida di immaginare il domani”. L’assemblea, che si aprirà alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ospiterà gli interventi del premier Paolo Gentiloni e di un’ampia compagine di ministri, parlamentari, parti sociali e stakeholder, si sviluppa quest’anno su tre direttrici: natura, economia, persone.Sostenibilità, resilienza, riduzione delle emissioni, salvaguardia del territorio sono alcuni degli esempi del rapporto tra città e natura. I Comuni continuano a dare prova di impegno per un cambiamento reale: se dalle città dipende infatti il 70% delle emissioni che alterano il clima, i Comuni italiani sono fortemente mobilitati su questo fronte, a partire dalla massiccia adesione al Patto dei sindaci, dai 2.959 Comuni che hanno formulato un proprio piano di azione per l’energia sostenibile, dai 1.182 che hanno inserito criteri di sostenibilità nei propri regolamenti (+600% rispetto al 2008). “Dalle grandi città ai piccoli Comuni, l’azione dei sindaci contribuisce ogni giorno a rendere i luoghi di vita quotidiani più verdi, sani e attrattivi – spiega Decaro -: grazie ai lavori dell’assemblea annuale dell’Anci, vogliamo fare ulteriori passi in questa direzione, condividendo buone pratiche, attingendo alle esperienze di altri, in Italia e all’estero”.I lavori di Vicenza forniranno anche l’occasione di fare il punto sulla ricostruzione dopo il terremoto che ha sconvolto il centro Italia. Sarà rilanciato il crowdfunding, con cui l’Anci ambisce a raccogliere due milioni di euro complessivi per le opere di ricostruzione candidate direttamente dai Comuni terremotati e cofinanziate dai cittadini. “L’obiettivo – aggiunge Decaro – è quello di ricostruire insediamenti stabili per contrastare la dispersione delle comunità. E per questo occorrono risorse altrettanto stabili”. Ma sarà il momento utile per parlare anche di prevenzione e di gestione del sistema di allerta. Si affronteranno i problemi ordinamentali ed economici delle Città metropolitane e delle Province, unite nel ruolo di enti chiamati a pianificare aree vaste ma messi in difficoltà dalla carenza di fondi, e dei piccoli Comuni, finalmente riconosciuti come specificità dalla legge di recente approvata, ma per i quali occorrono investimenti stabili.La tre giorni di Vicenza sarà anche un momento per fare il punto sulle nuove opportunità economiche, di lavoro e di sviluppo create dalle città in questi anni di crisi: dall’economia della condivisione all’innovazione tecnologica, fino al sostegno alla manifattura 2.0 e alle imprese creative. Troveranno poi ampio spazio anche le questioni più strettamente legate alle persone: welfare, accoglienza, democrazia partecipativa. Il grande lavoro dei centri Sprar per i quasi 31.400 posti disponibili solo nel 2017, le sperimentazioni sul reddito di inclusione, le centinaia di iniziative di riuso dei beni comuni, le piattaforme di collaborazione online tra cittadini e amministrazioni comunali.“A Vicenza – conclude Decaro – tracceremo la rotta di quella agenda urbana per la quale l’Anci è costantemente al lavoro. Un programma e una direttrice che, partendo dai bisogni dei cittadini di cui gli amministratori sono le prime antenne, istruiscano possibili soluzioni, senza aspettare che arrivino preconfezionate da altri, ma collaborando con le altre istituzioni e con tutti i portatori di interesse. Ma soprattutto ascoltando i cittadini. Attività naturale e quotidiana di tutti gli ottomila sindaci italiani". (com) fonte www.anci.it

Martedì, 10 Ottobre 2017