Pezzetta: la revisione obbligatoria delle partecipate rischia di penalizzare i piccoli comuni e i territori

“Che lo stato si faccia carico di sfoltire la selva di partecipate pubbliche che in altre parti d’Italia hanno il solo scopo di drenare risorse è cosa meritoria. Tuttavia non risulta che tale costume sia radicato nei comuni del Friuli Venezia Giulia. Ciò premesso, se affrontata solo in rigidi termini burocratici e secondo parametri numerici, la revisione delle partecipazioni societarie dei comuni rischia di penalizzare soprattutto quei comuni medio piccoli che possiedono partecipate strategiche per servizi innovativi a cittadini e imprese”.

Dalle parole del presidente Mario Pezzetta, il Comitato Esecutivo di Anci FVG esprime preoccupazione per una norma che rischia di essere fortemente squilibrata ai danni del nostro territorio regionale caratterizzato da numerosi comuni medio-piccoli con società partecipate che svolgono attività preziose per la valorizzazione dei territori ed amministrate con competenza e senza sprechi.

Secondo il decreto Madia, infatti, la ricognizione delle società partecipate dei comuni va obbligatoriamente effettuata entro il 30 settembre sulla base di criteri che vanno ben interpretati. Questi criteri comunque non prevedono dismissioni affrettate ma l’avvio di piani di razionalizzazione motivati e sostenibili. Quindi, secondo Anci FVG, le società partecipate andranno valutate sulla base della loro strategicità e dell’importanza dei servizi offerti al territorio.

Sono intervenuti: Roberto Trevisan, Mauro Zanin, Lavinia Clarotto, Elena Cecotti.

Mercoledì, 06 Settembre 2017