Un percorso condiviso per dire no a rumori e schiamazzi. Anci e Arpa, in vista dell’estate, valutano soluzioni anti movida

Un percorso condiviso con Arpa per trovare soluzioni per limitare l’inquinamento acustico nelle città e permettere una maggior convivenza tra attività commerciali, imprese e cittadini. 

Con questo obiettivo Anci Fvg ha incontrato mercoledì pomeriggio una rappresentanza dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in cui si è analizzata la legge quadro sull’inquinamento acustico 447/95, soffermandosi in particolare sulle competenze comunali e regionali.

A carico dei Comuni c’è la classificazione del territorio, il coordinamento degli strumenti urbanistici con la zonizzazione, l’adozione dei piani di risanamento ma sopratutto il rispetto delle normative all’atto del rilascio di concessioni e agibilità. A questo si unisce l’adozione dei regolamenti nazionali e regionali, la funzione di vigilanza e controllo ed infine l’adeguamento del regolamento di igiene e sanità

Il problema dell’inquinamento acustico affligge gran parte delle amministrazioni che si trovano ad affrontare diversi grattacapi all’ordine del giorno. Sempre più esercizi pubblici, con la ritenuta liberalizzazione degli orari di apertura, giudicano possibile svolgere attività di allietamento e intrattenimento musicale senza vincoli apparenti, creando così inevitabili conseguenze tra residenti e gestori.

“Gli amministratori comunali - ha fatto notare il sindaco di Gorizia Rudy Ziberna - sono tempestati quotidianamente da lamentele collegate al problema del rumore, in particolare nel caso in cui si parla di “Movida”. L’ordinanza non sempre è sufficiente e spesso la sua applicazione divide la cittadinanza tra quelli che si lamentano di vivere in una città dormitorio e quelli che invece vorrebbe cittadine vivaci e frizzanti”. 

Proprio per questo è necessario avviare un percorso congiunto per cercare di arginare il problema del rumore, a partire dalla domanda di una documentazione di impatto acustico che andrebbe richiesta prima di dare l’autorizzazione all’apertura dei locali e degli esercizi pubblici (discoteche, circoli privati, impianti sportivi) o aprendo un formale procedimento amministrativo comunicando il recepimento di segnalazioni di protesta così da responsabilizzare il distrurbatore.

Idee che verranno sviluppate nei prossimi mesi anche per arginare il fenomeno che spesso è maggiormente accentuato nel periodo estivo. 

Lunedì, 14 Maggio 2018