VERSO UNA PA DIGITALE

Sicurezza, facilità di utilizzo, flessibilità: cosa cercano PA e aziende nelle soluzioni per lo smart working

L’adozione di politiche che consentano il lavoro da remoto su larga scala non può più essere rimandata: il recente periodo di lockdown ce lo ha dimostrato e ha messo in primo piano la necessità di un piano operativo permanente in questo settore. Questa emergenza ha sicuramente offerto uno slancio decisivo alla digital transformation a livello globale e, allo stesso tempo, ha favorito un rapporto di fiducia tra classe dirigente e risorse umane basato su obiettivi condivisi e non più sulla presenza fisica in ufficio. Le aziende, sia pubbliche che private, devono quindi essere sempre preparate alle situazioni emergenziali, ma non solo: l’adozione del lavoro da remoto dovrebbe diventare la nuova normalità.

Con l’ingresso della generazione Z nella compagine delle risorse umane, Gartner prevede che il lavoro da remoto aumenterà del 30% entro il 2030. Anche la questione della salvaguardia ambientale e della riduzione delle emissioni di CO2 porterà un numero sempre maggiore di aziende ad adottare formule di lavoro a distanza, basate sulle normative che regolano le varie modalità di lavoro ‘agile’ in Italia, riducendo gli spostamenti del personale.

Ma su quali basi tecnologiche deve poggiare la transizione verso il lavoro da remoto? Quello che serve è prima di tutto una solida infrastruttura, che preveda l’utilizzo di soluzioni software in grado di abilitare i manager alla gestione delle risorse umane, mettendo in atto le misure necessarie per consentire di lavorare al di fuori degli uffici e dalle sedi istituzionali, garantendo continuità al proprio business.

È stata questa l’esigenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze durante il periodo emergenziale. Per assicurare la continuità operativa, il Ministero si è trovato nella necessità di adottare una soluzione cloud su larga scala per facilitare lo smart working, ma serviva una soluzione che avesse disponibilità immediata. Si è dunque deciso di estendere l’utilizzo di TeamViewer Tensor ai quasi 5.000 dipendenti del Ministero che – nell’arco di soli 2 giorni – hanno potuto lavorare e accedere da remoto ai loro desktop (che erano rimasti in ufficio) utilizzando i dispositivi a loro disposizione come ad esempio personal computer, smartphone o tablet. TeamViewer Tensor, che il Ministero aveva adottato dal 2018 attraverso un progetto pilota, si è dimostrata la soluzione ideale per consentire agli utenti di fare le stesse attività come se fossero fisicamente in ufficio. Con TeamViewer, infatti, non sono necessarie dotazioni hardware specifiche in quanto si basa sul principio di utilizzo per proprio dispositivo personale (BYOD). Le caratteristiche maggiormente apprezzate sono state: sicurezza e facilità di utilizzo da parte di tutti i dipendenti (anche coloro che non avevano conoscenze tecniche), affidabilità, flessibilità nell’implementazione semplice e immediata, supporto tecnico.

Rimanere efficienti e totalmente operativi in qualsiasi circostanza: queste, dunque, le esigenze che TeamViewer (società fondata nel 2005 in Germania) mette al centro delle proprie soluzioni di connettività remota, basate su tecnologie cloud per permettere l’assistenza e la collaborazione online in tempo reale, consentendo agli utenti di connettersi a qualsiasi dispositivo, sempre e ovunque. Ecco perché nel periodo emergenziale le connessioni TeamViewer nelle ore lavorative si sono addirittura triplicate rispetto al periodo precedente. Oltre alla possibilità di organizzare semplici conference call, queste soluzioni consentono di effettuare connessioni veloci e sicure con i propri colleghi e di collaborare in tutto il mondo. Questo significa che il personale può accedere alle applicazioni desktop e ai file con un semplice click, mantenere la produttività e raggiungere i propri obiettivi.

Un altro punto centrale, come accennato, è la sicurezza. In un mondo sempre più interconnesso – in cui collaborazione, accesso e supporto remoto, IoT, Asset Monitoring e realtà aumentata sono ormai parole di uso quotidiano – occorrono azioni specifiche per la configurazione di un accesso remoto sicuro. Dall’installazione di un antivirus in grado di proteggere dalle minacce informatiche al controllo delle impostazioni di condivisione e crittografia dei dati condivisi o distribuiti, si tratta di procedure cruciali che devono diventare pratiche consolidate in tutta l’azienda. Ecco perché TeamViewer sottolinea come la sicurezza sia centrale nella progettazione delle proprie soluzioni di connettività remota, attualmente attive su oltre 2 miliardi di dispositivi con oltre 45 milioni di dispositivi sempre online.

Infine, il tema dell’innovazione continua: per consentire ad aziende pubbliche e private di sfruttare pienamente il proprio potenziale digitale, TeamViewer punta su implementazioni all’avanguardia di Realtà Aumentata (AR) e Internet of Things (IoT) e su un’offerta diversificata di abbonamento per le imprese e le organizzazioni pubbliche, che consente di scegliere in base alle diverse dimensioni aziendali e ai settori d’uso.

(Fonte www.forumpa.it)

Lunedì, 20 Luglio 2020