I COMUNI INCONTRANO LE POSTE: DECARO, “LA BATTAGLIA PER I PICCOLI COMUNI RIGUARDA IL DESTINO DEL PAESE”

“Quello che importa è che tutti i sindaci, dei piccoli Comuni come di quelli grandi, indossino sempre sul petto e sul cuore, con orgoglio, la fascia tricolore. I Comuni che amministrate saranno piccoli, ma la battaglia per la tutela delle vostre comunità è enorme e riguarda il destino del Paese intero”. Lo ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro rivolgendosi a tremila sindaci di piccoli Comuni che hanno partecipato all’evento “Sindaci d’Italia” organizzato da Poste italiane e associazione dei Comuni per affrontare le difficoltà dei centri più piccoli e più lontani dalle città.

Ai lavori, nel centro congresso La Nuvola, a Roma, sono intervenuti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e dell’Interno Matteo Salvini e la viceministra all’Economia, Laura Castelli.

Tutti gli esponenti del governo hanno garantito un impegno per venire incontro alle esigenze degli amministratori dei piccoli Comuni, alle prese con difficoltà specifiche, come l’esiguità di risorse e personale, sul fronte amministrativo, e lo spopolamento, dal punto di vista generale. (guarda la fotogallery)

Un tema questo dello spopolamento che è riecheggiato nel messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato ai partecipanti all’evento: “I Comuni meno densamente popolati sono lo specchio dell'Italia e nessuno di loro è piccolo, perché ciascuno riflette interamente i valori della Repubblica e della sua Costituzione, al pari delle grandi città e degli agglomerati metropolitani", ha scritto il Capo dello Stato.

Il presidente dell’Anci Decaro ha parlato di Comuni “infrastruttura essenziale per il rilancio del nostro Paese”, che hanno bisogno di “semplificazione amministrativa, riordino della governance, e dell’attuazione della Legge Realacci”. Richieste queste che sono tornate anche negli interventi del coordinatore nazionale Anci dei piccoli Comuni Massimo Castelli e del vicepresidente vicario dell’associazione Roberto Pella. (vedi anche le testimonianze di altri sindaci di piccoli comuni).

“Bisogna invertire il trend iniziando a occuparci in modo concreto dei piccoli Comuni portando avanti politiche che combattano la piaga dell’esodo dai territori periferici”, ha sottolineato Castelli. “La legge Realacci è uno spiraglio per trattarli con una legislazione speciale ma bisogna completare il percorso dotandola degli strumenti attuativi”. Per questo la strada del cambiamento passa da misure concrete come la fiscalità di vantaggio ed un nuovo modello di mobilità. Ancor più diretto Pella: “Chiedo alle forze parlamentari di farsi portavoce della proposta di legge avanzata dai sindaci per liberarli dagli impedimenti della burocrazia che massacrano ogni giorno la vita dei piccoli Comuni”, ha detto il vice presidente vicario. Che ha concluso sottolineando la necessità di non abbandonare i piccoli Comuni: “Non possiamo fare finta che questa Italia sia diversa dall’altra dei grandi Comuni, dobbiamo difenderle entrambe”.Un modo per tenere dentro il progetto Paese queste ‘due Italie’ è arrivato proprio dal padrone di casa, l’amministratore unico di Poste Italiane, Matteo Del Fante che ha annunciato un pacchetto con dieci impegni a favore dei piccoli Comuni: dalla promessa di non chiusura di alcun ufficio postale al servizio di Tesoreria in partnership con Cdp, a nuovi Atm per servizi di postamat laddove non ci sono, fino alla collaborazione con i tabaccai per farli diventare ‘punti’ Poste, all’abbattimento delle barriere architettoniche e al potenziamento dei servizi di videosorveglianza.Alle richieste avanzate dall’Anci, e in modo particolare dal presidente Decaro, ha risposto innanzitutto il premier Conte: “I piccoli Comuni sono la frontiera dell'impegno di questo governo in ambiti fondamentali: la difesa dell'ambiente, lo sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali. Il governo è al lavoro per reperire ulteriori risorse a favore degli amministratori locali".  Sulla stessa lunghezza d’onda anche la viceministra Castelli: ha riconosciuto che i sindaci dei piccoli Comuni sono “highlander sul territorio, visto che nonostante la crisi e le difficoltà esistono ancora e sono delle eccellenze” e ha assicurato l’apertura alle loro specifiche richieste.Altrettanto attenta alle istanze degli amministratori locali il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. “Non sono il ministro della pubblica amministrazione, ma il ministro delle pubbliche amministrazioni. Vogliamo una vera sburocratizzazione dei rapporti: cioè che nello scrivere una norma si deve tener conto delle forze del soggetto che deve adempiere ai suoi obblighi”. A chiusura dell’evento è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha convenuto sulla difficoltà del lavoro quotidiano dei primi cittadini. “Ho incontrato sindaci indagati per esercizio abusivo di professione. Come se un sindaco facesse il vigile urbano perché non ha di meglio da fare”. (gp)

Martedì, 27 Novembre 2018