IL PRESIDENTE ANCI: “NO A BAMBINI DI SERIE B. DIRITTI E TUTELE SONO OBBLIGO DELLO STATO”

 “Il ministro Fontana che si esprime sul riconoscimento della genitorialità per i bambini nati all’estero da coppie di genitori dello stesso sesso parla di ‘ricorso a pratiche vietate dal nostro ordinamento e che tali dovrebbero rimanere’ dimenticando che si sta parlando della vita delle persone e della vita dei bambini che vivono nel nostro Paese.

Ha ragione quando dice che il nostro ordinamento vieta questa pratica ma questo non è un vanto, anzi: da tempo noi sindaci denunciamo la situazione di vuoto normativo che rischia di danneggiare i cittadini dei quali per primi noi, rappresentanti delle istituzioni, dovremmo prenderci cura. I sindaci, ancora una volta, hanno avuto il coraggio di imporre all’attenzione generale un tema sul quale il legislatore è in ritardo, un tema rispetto al quale abbiamo chiesto di intervenire per assicurare un concetto che dovrebbe essere alla base del nostro Stato:  la tutela dei bambini, anche quelli nati da genitori dello stesso sesso. L’abbiamo posto, in molti casi, senza aspettare fossero i giudici a imporcelo, nonostante una giurisprudenza ormai consolidata nella direzione del riconoscimento del prevalere dei diritti dei minori. E’ questa la priorità. Ci siamo fatti carico noi di questa richiesta perché noi sindaci siamo abituati a non voltare lo sguardo dall’altra parte, per noi, i cittadini sono tutti uguali e i bambini meritano il nostro coraggio di saper andare oltre. Anche se questo vuol dire mettere in discussione l’ordinamento vigente. Ci dica quindi, il ministro Fontana: come ritiene che dovremmo tutelare i diritti dei bambini che vivono nelle nostre città e per quali motivi lo Stato li sta considerando bambini di serie B?”.  Lo dichiara il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro.

Mercoledì, 01 Agosto 2018