PIÙ CHIAREZZA SUI PROGETTI. CDR CHIEDE RISORSE AD HOC PER COMUNICAZIONE PIÙ EFFICACE SU FONDI UE

A Bruxelles la Settimana europea delle Regioni e le città

BRUXELLES – Più comunicazione verso i cittadini, più chiarezza quando si spiegano i progetti europei. E più sensibilizzazione verso l’opinione pubblica sull’impegno dell’Unione europea nei confronti delle comunità locali, priorità considerata da più parti come fondamentale per il rilancio del progetto europeo.

La Settimana europea delle Regioni e le città (qui il racconto dei primi due giorni) si chiude con un appello forte che, negli auspici dei rappresentanti territoriali, dovrà tradursi in finanziamenti stabili, migliore coordinamento degli attori coinvolti (e dei relativi messaggi e strategie) nonché di una maggiore attenzione all’impegno dei cittadini che cercano opportunità tramite le risorse provenienti dall’Europa.

Una migliore comunicazione secondo il CdR richiede più chiarezza su finanziamenti e requisiti: per questo è stato elaborato un parere, esposto dal sindaco della città romena di Cugir, Ovidio Teban, incentrato sull’esigenza di una migliore comunicazione per la politica di coesione che rappresenta un terzo del bilancio dell’Ue. Le azioni di comunicazione, si evince dal parere, sono ancora scarse e le fonti di informazione non sono sufficientemente diversificate per raggiungere i cittadini nella loro vita quotidiana. Per questo, sia per i progetti sulle Politiche di coesione che per i progetti in generale, il CdR ha chiesto che nel regolamento 2021-2027 (che sarà adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nei prossimi mesi), sia introdotto un quadro finanziario specifico per la comunicazione nell’ambito della prossima linea di bilancio.

Richieste, quelle del Comitato delle Regioni, supportate anche dal sondaggio di Eurobarometro presentato nei giorni di questa Settimana europea. Eemerge dalla ricerca, infatti, che solo il 40% degli europei è a conoscenza di progetti finanziati dall’Ue nelle loro regioni. E anche se questa percentuale sale al 60% in nove paesi (con la Polonia che raggiunge l’82%), è chiaramente necessario aumentare la visibilità dei fondi per gli investimenti strutturali europei (Sir) e contribuire così a rafforzare la fiducia dei cittadini nei progetti europei.

E proprio della necessità di rendere più comprensibile a tutti la politica di coesione, stimolando allo stesso tempo il senso di appartenenza all’Unione europea, ha parlato il presidente delle Regione Toscana Enrico Rossi. “Piuttosto che apporre cartelli con acronimi incomprensibili alla maggior parte dei cittadini – ha spiegato Rossi – io suggerisco di copiare gli americani che quando mettono targhette per dire che una certa opera è stata finanziata con fondi statali o federali scrivono ‘finanziata dal popolo americano’. Noi potremmo scrivere ‘finanziata dal popolo europeo’, che mi sembra anche un modo efficace per combattere il populismo antieuropeista ed euroscettico”. Il governatore toscano ha chiesto poi di migliorare la comunicazione delle politiche di coesione “provocando una mobilitazione dal basso, che renda protagonisti i beneficiari dei fondi europei. Questi sono i migliori testimoni della politica di coesione. Tutta la pubblicità dall’alto non serve”. Rossi è passato poi a spiegare le linee di finanziamento dei progetti europei rimarcando come “in Italia dovremmo smettere di fare ingegneria istituzionale e far funzionare le istituzioni che abbiamo. Così possiamo accedere ai fondi europei. E’ un lavoro amministrativo a volte un po’ faticoso, non particolarmente brillante da metterti sulla scena ma è un modo per fare gli interessi dei cittadini”. 

Giovedì, 10 Ottobre 2019